"è assolutamente evidente che l'arte del cinema si ispira alla vita, mentre la vita si ispira alla TV"
Woody Allen

Il cinema non è un mestiere. È un'arte. Non significa lavoro di gruppo. Si è sempre soli; sul set così come prima la pagina bianca. E per Bergman, essere solo significa porsi delle domande. E fare film significa risponder loro. Niente potrebbe essere più classicamente romantico.
Jean-Luc Godard

Friday, June 29, 2012

Un po' di corto ... Tik Tok

Il cortometraggio è un buon inizio per i giovani aspiranti registi (basti pensare a Tim Burton e al suo primo lavoro di animazione in stop motion, Vincent, dalle tinte dark ed espressioniste). In quest'ottica horror è stato realizzato il corto Tik Tok, lavoro di Vanessa Ferragamo, produttrice italiana, e Amin Mueller, regista inglese, nato in ambito universitario e girato in luglio dell'anno scorso, in soli cinque giorni. Ambientazione vittoriana ( non casuale dato che proprio in epoca vittoriana venne ripreso il genere gotico, tipico del Settecento, riadattato a generi dalle tematiche soprannaturali e orrorifiche come il thriller e il poliziesco, metafora dei cambiamenti scientifico-tecnici del periodo che destabilizzavano il Vecchio e il Nuovo continente, con esponenti del calibro di Poe e Doyle), scienza e fantasia, suspense e location, un vero treno vittoriano, contribuiscono ad immergersi in questa storia che profuma di vecchi racconti del terrore. In effetti i temi trattati in Tik Tok  sono i medesimi di quelli che ispiravano i vecchi autori ottocenteschi: la scienza, l'incertezza e la paura verso i nuovi valori positivi, l'abbandono della fede sostituita dalla tecnologia ... Ed ecco che la scienza diventa un mostro capace di far compiere all'uomo gesti impensabili, di farlo apparire come un dio che può tutto. Si ha paura della scienza, tuttavia se ne rimane ammaliati e poi vittime e complici: insomma, non se ne può fare a meno!



Questo è ciò che accade ai protagonisti: i due capitreno sono la scienza pura, il mostro da sconfiggere, il padre è l'uomo ancorato ai vecchi valori romantici e sua figlia è l'oggetto della contesa, colei che dovrà imboccare solo una via del bivio che ha davanti a sè. Sembra che in questa società non ci sia più spazio per gli affetti; impera già l'innovazione, si inculca il concetto di "fretta" quotidiana, gli adulti sembrano sempre più essere ammaliati dalla potenza del vapore ... chi vincerà? (Prima di continuare a leggere come andrà a finire guardate il video!)



Sarà che molte volte mi stupisco per nulla, ma la fine mi ha soddisfatto! E voi l'avreste immaginato?
La bambina ha trovato una soluzione originale: ha conciliato scienza e affetto a modo suo, cedendo più alla prima e servendosene per realizzare il suo desiderio più profondo, l'amore.
Forse riteniamo che la scienza possa dare risposta ad alcuni interrogativi ed è per questo che ci affascina; la bambina ha dovuto adattarsi a tempi scientifici e avanzati, ma non ha potuto certo rinunciare alla sua essenza! Se nell' Ottocento si aveva paura del progresso, ora si dovrebbe aver paura di ciò che potremmo diventare se lasciassimo da parte del tutto la nostra irrazionalità e ci dedicassimo a puri numeri senza anima: molte volte è bello immaginare e ignorare la realtà! Credo che il gesto della bambina sia esemplificativo di ciò che la nostra modernità ci ha portato ad essere: uomini con sentimenti inibiti dalla razionalità, controllati come da lancette di orologi o da chiavette che ci caricano di emozioni solo quando servono, oppure uomini con la paura di manifestare sentimenti all'apparenza inadeguati al contesto sociale di utilitarismo che stiamo vivendo e quindi bisognosi di essere controllati da freni meccanici? 
Scoop 











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